
Mercato Sant'Antonio e Chiesa dell'Addolorata - Sant'Antonio Market and Addolorata Church
5 Via S. Girolamo Enna
Audioguida
Mercato Sant'Antonio e Chiesa dell'Addolorata
Lungo una parallela della via Roma ha sede il cosiddetto Mercato Sant’Antonio. Attorno ad esso sorse il quartiere della chiazza, la cui origine toponomastica risente della derivazione della prospicente Plaza Major conosciuta dialettalmente come chianu dè casi ranni. Durante la dominazione spagnola in questo quartiere si trovavano le prigioni dove sostavano i condannati a morte la cui esecuzione avveniva proprio in Plaza Major. Accanto le carceri si trovava la cappella della Pietà che divenne luogo di preghiere per i condannati che si soffermavano davanti un quadro dell’addolorata, illuminato giorno e notte da una lanterna ad olio. Appena caddero in disuso le prigioni questi locali furono adibiti a magazzini per i commercianti ma i bottegai del quartiere mantennero sempre l’usanza di non far spegnere la lanterna davanti l’effige delle Madonna dei sette dolori. Fu verso la fine del XVII secolo che ad opera di un bottegaio ebbe inizio la costruzione delle Chiesa proseguita dal canonico Giuseppe Ribis. Nel 1744 fu completato l’artistico campanile a cuspide maiolicata e innalzato il cancello in ferro battuto tutt’ora esistente. La chiesa è sede dell’omonima confraternita che ha il privilegio di portare a spalla durante la processione del Venerdì Santo il simulacro della Madonna dei Sette Dolori scolpito in carta pesta verso la fine del 700 dall’artista ennese Luigi Felice. Per approfondire: La chiesa di Maria SS Addolorata, è stata costruita tra il XII ed il XVII secolo, l’edificio è navata unica con una volta a botte e un’abside semicircolare. Nel periodo di dominazione spagnola, nell’antica Castrogiovanni, proprio dove oggi sorge la chiesa dell’Addolorata c’erano le prigioni dove i condannati a morte attendevano il momento della loro esecuzione capitale che avveniva pubblicamente in Plaza Major. All’interno della chiesa si trova la statua della Madonna dei sette dolori, scolpita in carta pesta alla fine del 900 dall’artista ennese Luigi Felice, che, ogni anno, in occasione del Venerdì Santo, viene portata in processione dalla confraternita. Situato nell’abside il quadro della Pietà, sulla volta l’affresco della Deposizione di autore ignoto e un quadro che rievoca la fondazione dei servi di Maria.